22 giugno S. Paolino da Nola: Studioso, governante, artista, sposo, mecenate, religioso, vescovo

È sempre l'ora di conoscere San Paolino da Nola, insigne benefattore fondano la cui festa ricorre il 22 giugno di ogni anno.


Ricordiamo l'evento tenuto il 21 giugno del 2019 con lo svelamento e benedizione del medaglione raffigurante San Paolino da Nola, dipinto dall’artista Beatrice Monopoli.


Nel Duomo di San Pietro di #Fondi, si svolse un evento per approfondire la conoscenza su San Paolino da Nola insigne benefattore di Fondi: Studioso - politico e governante – artista - sposo - mecenate - religioso - sacerdote – vescovo.


Una persona poliedrica cui la città di Fondi deve essere riconoscente e verso la quale è bene conoscerne la figura.





Cogliamo l’occasione per fare cenno ad una importante basilica costruita in Fondi da Paolino dei cui resti, comunque sotterrati, non si conosce l’ubicazione. Ponzio Anicio Meropio Paolino apparteneva ad una ricca famiglia patrizia proprietaria di estesissimi terreni in Sicilia e in Campania e così in Fondi, si converte al cristianesimo e ritiratosi a Nola ne viene nominato vescovo.


Lì costruisce tre basiliche importanti nella storia dell’architettura paleocristiana per i loro absidi detti “fioriti” perché trilobati tipici dell’architettura cristiana dell’Africa. Paolino, essendo rimasto molto legato ai cittadini di Fondi, come asserisce in una lettera da lui indirizzata all’amico Settimio Severo, costruisce per essi una basilica della quale descrive nella lettera stessa la rappresentazione iconografica dell’affresco da realizzarsi nel catino absidale e dell’altare, di cui ad oggi non si conosce la precisa ubicazione che alcuni studiosi asseriscono essere sotto la ex cattedrale di San Pietro apostolo. A questo gioiello sepolto dell’arte paleocristiana si accompagnano nel territorio del comune di Fondi numerose presenze archeologico-architettoniche di notevole interesse che vanno dall’epoca preistorica a quella romana e paleocristiana; per quest’ultima si ricordano i resti della chiesa di San Mauro su Monte Sant’Angelo, quelli della chiesa presenti nell’area detta Villa Demetriana-Vardito in contrada San Magno e quelli recentemente scoperti della chiesa di San Sossio.

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